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“L’idea di mostrare le foto che scatto, di farne percorsi invece di immagini singole, mi accompagna da sempre. I PUNTI di Bottega Miller, infine, sono stati la mia occasione” – Roberta Roberto.

Roberta Roberto si definisce un “ingegnere atipico”. Ricercatrice, amante della scrittura e del disegno, performer e conduttrice di gruppi di playback theater, non ama essere eti-chettata. Le piace fotografare ciò che la circonda.

Costruisce storie. Implicita il messaggio per renderlo condivisibile. Non impone. Ognuno è libero di sentire ciò che vuole.

PUNTI è l’incontro aperto al pubblico di Bottega Miller. Il venerdì sera. Con la birra artigianale.

Qualche ora in compagnia di esperti comunicatori per scambiarsi opinioni, idee, storie, risate.
Roberta spiegherà “Intorno”, la sua visione di Estoul, trasformata in mostra fotografica, venerdì 19 ottobre, dalle 18.00 alle 20.00. Matteo Bellizzi, regista bottegaio le farà qualche domanda, tutti potranno interagire.

Qui sotto solo un assaggio.
No, non della fontina e del pane valdostano, per quelli dovete venire in Bottega.

D: Nella poesia “Intorno” scrivi: “Poi cuciamo con i nostri passi le distanze. A volte tor-niamo, dopo essere stati altro”. Che significato ha per te Estoul?

R: Estoul per me è un luogo speciale. Quando sono ad Estoul respiro qualcosa di diverso, che lo distingue da altri luoghi. Lo sguardo si apre, e le montagne, il cielo, il bosco, lo invadono. Cammino e mi fermo nei luoghi intorno alle case, ai sentieri, ai laghi, ai prati, la capacità di sentire si espande. I pensieri seguono il ritmo dei miei passi e piano piano si distendono al salire della quota.
E’ un luogo che è stato attraversato da persone importanti della mia vita. Un luogo difficile, anche. Che contiene il diritto ed il rovescio.
E’ un luogo a cui sento di appartenere, in qualche modo.

D: Dalle foto emergono due caratteristiche della montagna: pace e solitudine. E’ quello che volevi trasparisse?

R: Vorrei che le immagini evocassero emozioni e sensazioni. C’è un senso per me in questa mostra, un filo conduttore, che tuttavia ho scelto di non rendere esplicito utilizzando un formato molto piccolo per le stampe e la composizione con quattro immagini per ogni pannello, senza testi, come si trattasse di un profilo Instagram.
Vorrei che ognuno riuscisse a percorrere un proprio viaggio attraverso le immagini, e che in esse possa ritrovare qualcosa di sé.

D: Come è nata l’idea di mettere in mostra, di metterti in mostra?

R: L’idea di mostrare le foto che scatto, di farne percorsi invece di immagini singole, mi ac-compagna da sempre. Vorrei che le mie immagini trovassero luoghi e forme con cui en-trare in contatto con le persone, evocare e trasmettere emozioni anziché restare chiuse in cassetti ed hard disk. Poi servono stimoli, un’idea attorno cui le singole immagini possa-no trovare forma e l’occasione. I punti di Bottega Miller sono stati la mia.

PUNTI di vista, di partenza, di confronto.
Di arrivo.